Conflict Minerals

Home / approfondimenti / Conflict Minerals

Il 9 luglio 2017 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2017/821 che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell’Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio.

La Normativa comunitaria sui Conflict minerals, ricalca la disciplina istituita dalla legislazione statunitense ed obbliga tutti gli importatori europei di minerali e metalli contenenti stagno, tungsteno, tantalio e oro, ad effettuare controlli per garantire che gli obblighi di due diligence siano rispettati dai propri fornitori.

Il Regolamento prevede l’obbligatorietà dei controlli per gli importatori (art.1.3) qualora il volume annuo di importazioni per ciascuno dei minerali o metalli interessati sia superiore alle soglie relative ai volumi di cui all’Allegato I, per verificare il rispetto delle norme della due diligence, basate sulle linee guida OCSE.

L’applicazione degli obblighi di responsabilità è prevista dal 1 gennaio 2021.

Sono esclusi dal campo di applicazione del Regolamento (UE) 2017/821:

  •  le aziende  che hanno un volume annuo di importazione per ogni singolo minerale o metallo inferiore alle soglie relative ai volumi di cui all’Allegato I.
  • metalli riciclati, fatto salvo quanto disposto dall’art. 7.4
  • gli stock se l’importatore dell’Unione è in grado di dimostrare che tali stock nella loro forma attuale sono stati costituiti in una data verificabile precedente al 1° febbraio 2013.